ri-SCOPRIRE LATINA

Ex nihilo nihil fit. Nulla viene dal nulla.

Piazza del Popolo non è una qualsiasi piazza di Latina, ma l’Origine dalla quale nasce, si dirama e sfuma in una successione di esagoni concentrici. La storia di Littoria inizia con la bonifica delle Paludi Pontine negli anni trenta, una perfetta metafora della piazza odierna: vuoto irrisolto, negazione del passato naturale, indefinita dalla nascita ed incapace di interpretare il presente. La sua unicità richiede la progettazione di un centro che non sia la sola ripetizione di qualcosa che già esiste, un falso storico che completa meramente il disegno geometrico, piuttosto dovrebbe rappresentare una vera e propria genesi, l’imprevisto all’interno di una salda maglia di regole.

Abbiamo immaginato un foglio vergine come metafora del tempo, la cui incisione permette di svelare l’essenza molteplice lasciando coesistere passato, presente e futuro in un unico segno atemporale. La piazza è metaforicamente stratificata, un terreno duttile e malleabile che mostra quello che prima nascondeva, aperto e flessibile ai cambiamenti ed alla sperimentazione. La semplicità del disegno deriva dalla volontà di non imporre un modello di vita e uso. Si dà all’organismo un impulso vitale conferendo al sistema stesso i mezzi per rigenerarsi ed evolversi indipendentemente. L’infinità di forme e usi possibili generano uno spazio dinamico vissuto attraverso la scoperta graduale, l’immaginazione e la creazione di una propria identità in costante evoluzione. Una guida a più livelli di interpretazione piuttosto che una regola.

Il foglio di travertino scherma e incornicia panorami urbani e scene di vita quotidiana: spazi che cambiano con il passare delle ore, con l’intensificarsi della luce, il cammino delle ombre, il cambio delle stagioni e delle utenze. Le superfici inferiori dei fogli, satinate e riflettenti, danno una diversa profondità alle sfere naturali e smaterializzano le curve massicce lasciando intravedere una realtà oltre il foglio. Il giardino è uno spazio nel quale immergersi: le essenze autoctone recuperano simbolicamente i caratteri paesaggistici originali, le tonalità e i colori nelle varie stagioni conferiscono all’ambiente il benessere di uno spazio in costante evoluzione.

Viene dato ampio respiro ai palazzi d’epoca che prospettano sulla piazza e si raccordano i porticati perimetrali. Nel panorama notturno il foglio diventa palcoscenico, illuminato con un alone morbido e circolare che identifica nella sfera della vecchia fontana il centro della città: zona di incontro, sosta, passeggio e gioco con la possibilità di trasformare l’area per manifestazioni, concerti, mercati ed eventi di vario tipo.

La piazza come centro geometrico si colloca naturalmente sul tragitto di tutti gli automobilisti che desiderano attraversare la città nel minor tempo possibile: una tappa piuttosto che una meta. Il nuovo sistema permette alla viabilità privata su gomma di passare dalla piazza ma non di attraversarla, invitando i flussi maggiori a scegliere percorsi alternativi. La piazza “Isola” diventa “Istmo”, con la zona pedonale centrale legata al perimetro della piazza attraverso uno spazio-filtro: una zona di smistamento a percorribilità contenuta caratterizzato proprio dal fatto di non essere regolato da un codice comportamentale seguendo i principi di shared space traffic. La viabilità alternativa, oggi totalmente assente, è costituita da un percorso ciclabile che non interseca mai i flussi carrabili, il passaggio e la sosta di mezzi di trasporto comuni. I mezzi di soccorso hanno naturalmente modo di accedere a tutte le zone.

“Sostenibilità” è una parola molto usata, spesso a sproposito e nell’unico senso della sostenibilità ambientale. Intendiamo per sostenibilità l’attenta e coordinata considerazione dei fattori ecologici, sociali ed economici del progetto su una scala temporale molto vasta. Nel progetto si è tenuto conto di fattori come la permeabilità del suolo, il riciclo e riuso delle acque piovane, la sensibilizzazione dell’utenza alle questioni ambientali e alla cura e al rispetto degli spazi comuni, l’uso di materiali locali riciclati e a basso contenuto di energia grigia, la semplicità di costruzione e manutenzione.

PREMIO ERNESTO LUSANA, “L’ISOLA”

LUOGO:
Latina (LT), Italia

ANNO:
2012

CLIENTE:
Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Latina

SUPERFICIE:
10.000 mq

BUDGET:
2.000.000 euro

PROGETTO:
LPA

TEAM:
Arch. PhD. Sandra Persiani, Arch. Luigi Pardo, Arch. Alessandro Ait, Arch. Alessia Angelino, Arch. Francesco Cantarano, Ing. Flavia Fontana

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