AMBASCIATA

Ci piace pensare che la ricerca dell’essenzialità, che risalti i caratteri climatici, culturali e fisici locali, sia la soluzione più naturale e duratura per ogni intervento.

Le tradizioni rappresentano il bagaglio culturale delle migliori risposte elaborate dall’uomo ai suoi problemi quotidiani in un contesto definito: costantemente verificate e migliorate lungo il passare dei secoli, racchiudono una sapienza di cui bisogna fare tesoro. Lo studio e la comprensione della profonda complessità del luogo in cui si vuole intervenire è la condizione base per poter pensare un progetto che di sostenibile non abbia meramente il bilancio energetico ma si faccia ugualmente carico della consapevolezza sociale e culturale.

Il progetto riflette una forte estetica e interazione con il proprio contesto culturale e ambientale, resa possibile dall’introduzione di nuove tecnologie come parte integrante dell’organismo.

La facciata principale rappresenta l’incontro tra le due culture attraverso la fusione delle tradizioni, dei materiali locali, dell’industria, del know-how tecnologico e il design Italiano in una reinterpretazione moderna dell’architettura mediorientale. La pelle è composta da sfere di creta e cavi di acciaio – leggera, flessibile, traslucida, riproduce le decorazioni geometriche tradizionali giocando sulla grandezza variabile delle sfere – regolando lo scambio termico tra esterno e interno come massa termica.

PROGETTO PER L’AMBASCIATA D’ITALIA A TASHKENT

LUOGO:
Tashkent, Uzbekistan

ANNO:
2009

SUPERFICIE:
4.000 mq. interni + 11.000 mq. esterni

PROGETTO:
LPA

TEAM:
Sandra Persiani, Luigi Pardo

NOTE:
Progetto Menzionato Blue Award 2009, Categoria ‘Building with Ecological Systems’

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